Oggi pomeriggio abbiamo ripetuto il lavoro di ieri, ma in più abbiamo rappresentato i numeri e le cannucce sul quaderno.

Per capire meglio il nostro sistema di numerazione e il funzionamento delle decine abbiamo svolto questa attività: ad ogni bambino ho dato 30 cannucce, già divise in fascetti da 10 (formati nel conteggio totale delle cannucce della scuorsa settimana).
Ho tirato fuori le due scatole, comprate 8 anni fa all’IKEA, con l’etichetta da e u, e le ho posizionate su uno scatolone, in modo che tutti potessero vederle. Poi chiamavo un bambino, che doveva dire un numero a caso tra 10 e 30. Tutti lo formavano con fascetti e cannucce sciolte; un bambino veniva a formarlo nelle scatole e un altro lo scriveva alla lavagna digitale. Ogni volta riflettevamo sul numero, ad esempio: 16 è formato da un fascetto che vale 10 e 6 cannucce sciolte, perchè 10 e 6 fa 16. Nel 16 l’1 vale 10, rappresenta 1 decina; il 6 vale 6 e rappresenta le 6 cannucce sciolte.
Abbiamo lavorato così con 6-7 numeri, poi abbiamo completato questa scheda. L’ho corretta, perchè nella prima versione il 12 c’è due volte.
Oggi pomeriggio ho presentato la decina.
Rievocando il lavoro della scorsa settimana, abbiamo usato il metodo del fare gruppi da 10 per contare 15 matite, 24 bambini della classe, 12 pennarelli e ovviamente 10 cannucce.
Poi abbiamo documentato il lavoro sul quaderno.
Alla fine del lavoro abbiamo riflettuto sulla differenza tra 1 e 10 ed è venuto fuori dai bambini che la differenza la fa lo 0. Perciò ho raccontato ai miei alunni la storia dello 0, inventato dagli Indiani, “copiato” dagli Arabi e diffuso in Europa a partire da Fibonacci. Approfondiremo in futuro il concetto di 0 segnaposto.
La prossima settimana cominceremo a lavorare sulla decina, utilizzando le cannucce. Quest’anno ho abbandonato le cannucce nere corte da mojito e le ho comprate di carta, perchè sono più ecologiche.
Perciò stamattina ho lanciato la sfida: quante cannucce ci sono nella scatola delle cannucce?
Abbiamo lavorato in cerchio nell’atrio in questo modo:
Significati matematici che si vogliono costruire (tratto dalla guida di prima del Progetto PerContare)
Si vuole arrivare al concetto di decina come raggruppamento di dieci oggetti (eventualmente anche astratti). La rappresentazione, dunque, che ci prefiggiamo di mediare è quella di una collezione di oggetti, in questo caso cannucce, in cui la numerosità è proprietà caratterizzante. È molto importante che la rappresentazione sia concreta e tangibile, e che gli oggetti (cannucce) di ogni fascetto-decina siano facilmente ricontabili ogni qualvolta ce ne sia il bisogno. L’elastico che stringe il fascetto potrà eventualmente essere visto come segno che caratterizza i fascetti-decina e che quindi ha come semantica la decina. Infine è importante ricordare che il numero 10 è così “speciale” solo perché il nostro sistema numerico è decimale, e questo deriva probabilmente dal fatto che abbiamo 10 dita, ma è soltanto una convenzione.
Abbiamo concluso la mattinata completando tre pagine di Pepito sulla sottrazione.
Compito di casa: addizioni e sottrazioni con questa scheda.
Stamattina abbiamo completato il lavoro di martedì con l’altra metà della scheda (da 7+2 in poi).
Direi che è andata bene, ho cinque bambini che non hanno fatto nessun errore, gli altri hanno fatto tra 1 e 4 errori. Quasi sempre gli errori sono stati causati dal fatto che hanno aggiunto invece di sottrarre o viceversa, quindi sono soprattutto errori di distrazione.
Stamattina abbiamo iniziato un lavoro che mi serve per osservare a che punto siamo con il calcolo entro il 10. Ho diviso in 4 parti le pagine del quaderno di ogni bambino e ho dato a ciascuno metà di questa scheda: le operazioni devono essere ritagliate e incollate nella casella del risultato. L’altra metà della scheda verrà completata domani o dopodomani.
Oggi ho riproposto lo stesso lavoro di venerdì ma con una scheda diversa ovviamente.
Il lavoro è proceduto più velocemente, perchè i bambini erano già più esperti, ma ci sono comunque voluti circa 45 minuti per completare tutto, più il tempo per colorare. I legami che abbiamo scelto tra tanti proposti, soprattutto per la prima e la seconda immagine, sono stati:
Oggi pomeriggio abbiamo lavorato con questa scheda. Per fare tutto il lavoro c’è voluta più di un’ora, quindi il lavoro svolto oralmente è stato notevole.
Per ogni disegno abbiamo:
Inizialmente i bambini hanno fatto fatica, ma man mano che procedevamo con il lavoro e hanno capito come funzionava, si sono fatti tutti più partecipi e collaborativi, capaci di inventare le storie e di scrivere le operazioni corrispondenti. Tutti sono intervenuti e hanno dato il loro contributo.
Sull’immagine dell’acquario ci sono state diverse proposte (pesci sopra e pesci sotto, pesci allegri e pesci tristi, pesci e alghe/coralli/conchiglia), alla fine la maggioranza ha votato per 7 pesci e 1 mollusco, 8 animali marini in tutto. Le immagini dei polli, dei cavalli e dei gatti hanno generato subito il legame (cavalli bianchi/neri, gatti svegli/addormentati) senza proposte alternative.
Compito di casa: un semplice esercizio di sottrazioni entro il 10.
Stamattina ho divisiso in bambini in coppie, che si sono alternate nel programmare un percorso con la Beebot.
Abbamo utilizzato 5 tappetini (fatti su bristol con quadrati 15×15), 5 Bee bot e i Lego per inserire ostacoli, per segnare la partenza (un mattoncino Lego verde) e per segnare la casella di arrivo (un mattoncino Lego rosso).
La strategia più ineressante è stata questa: due bambine programmavano avanti e portavano la Beebot avanti, programmavano a sinistra e la giravano a sinistra, ecc. In questo modo simulavano passo dopo passo il percorso. Hanno commesso lo stesso degli errori, ma sicuramente è un’ottima strategia. La prossima volta i miei alunni avranno le carte di CodyRoby e dei cartoncini a forma di Beebot per poter programmare meglio.
I più veloci hanno fatto una sfida tra due Beebot, vinceva chi programmava per primo la strada giusta.